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Crediamo che per migliorare la vita di un bambino sia necessario al tempo stesso cambiare le condizioni di vita di una donna.

 

WeWorld Onlus è un’organizzazione non governativa italiana di cooperazione allo sviluppo, indipendente riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri. WeWorld Onlus è presente in Italia, Asia, Africa e America Latina a supporto dell’infanzia, delle donne e delle comunità locali nella lotta alla povertà e alle disuguaglianze per uno sviluppo sostenibile.

 

Da sempre impegnati nella tutela dell’infanzia ci siamo resi conto, lavorando nei territori d’intervento, che le mamme e ancora più in generale le donne sono vittime di violazioni inaccettabili dei loro diritti umani fondamentali. Ancora troppe donne sono discriminate, insidiate e manipolate.

 

Le donne sono spesso anche mamme e costituiscono il perno della famiglia. Il loro benessere e la loro tutela significa anche tutela dei bambini e difesa delle famiglie stesse. Donne e bambini sono infatti un binomio inscindibile, perché quando una donna vede riconosciuti i propri diritti, a qualunque livello e in qualunque contesto, diventa la prima figura protagonista per la difesa dei diritti dei propri figli e di tutti i bambini in generale.

 

Lavorando con i bambini, non potevamo quindi restare indifferenti di fronte a situazioni di violenza, di soprusi e di maltrattamenti nei confronti delle donne, inaccettabili e spesso dimenticati.
È per questo, dunque, che la difesa dei diritti delle donne e la lotta contro ogni forma di violenza di genere è diventata una delle priorità dell’intervento di WeWorld Onlus nei territori dove opera.

 

Ancora oggi le donne sono ben lontane dall’essere tutelate da abusi e violenza. Lo dimostra il fatto che è solo del 1993 la Dichiarazione delle Nazioni Unite sulla Eliminazione della Violenza contro le Donne, dove quest’ultima viene definita come “qualunque atto di violenza in base al sesso, o la minaccia di tali atti, che produca o possa produrre danni o sofferenze fisiche, sessuali, o psicologiche, coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia nella vita pubblica che privata delle donne”.

 

In Italia un intervento contro la violenza sulle donne non è più procrastinabile. Nel nostro Paese, infatti, questo fenomeno ha raggiunto dimensioni allarmanti: oltre il 30% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza almeno una volta nella propria vita. Nonostante questo, solo il 18% ha considerato questo atto di violenza un reato. Solo nel 2012 sono state 124 le vittime di femminicidio in Italia.

 

Questi numeri da soli raccontano il bisogno di un cambiamento culturale che deve coinvolgere l’Italia intera. Ma questo cambiamento è impossibile se non iniziamo, come prima cosa, a conoscere a fondo il fenomeno.

 

Per questo nella strategia di contrasto alla violenza contro le donne, che WeWorld Onlus implementerà nel triennio 2013-15, la prima azione è stata la realizzazione dell’indagine nazionale sui costi economici e sociali della violenza sulle donne in Italia.

 

L’indagine “Quanto Costa il Silenzio?” nasce dall’assunto – per noi sempre in primo piano – che la violenza contro le donne è sbagliata e ha un costo umano inaccettabile, e si sviluppa con l’obiettivo di definire quanto questa costi al nostro Paese. Il calcolo dei costi della violenza costituisce, infatti, uno strumento indispensabile per avviare un intervento strategico che renda i responsabili politici più consapevoli dell’importanza e dell’efficacia della prevenzione.

 

I risultati della ricerca hanno rappresentato la prima azione di una capillare campagna di sensibilizzazione con cui WeWorld Onlus ha coinvolto sia le amministrazioni locali – per condividere, migliorare e implementare le raccomandazioni della ricerca – sia il grande pubblico, con eventi di piazza in 14 città italiane, perché la violenza contro le donne non è un fatto privato, non riguarda solo le donne: ognuno di noi è chiamato a prendere parte a questa battaglia per promuovere e innescare il cambiamento culturale.

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