VIOLENZA SULLE DONNE: QUALI LEGGI PER CONTRASTARLA?

A pochi giorni dall’avvio della campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi contro la violenza sulle donne LE PAROLE NON BASTANO PIÙ, WeWorld ha presentato oggi all’Hotel Nazionale a Roma “DIRITTI CONTRO LA VIOLENZA: le leggi regionali sulla violenza contro le donne. Analisi comparata”, la prima indagine che mette a confronto le leggi regionali ad oggi in vigore per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne.
Insieme a Marco Chiesara, Presidente di WeWorld hanno partecipato alla presentazione Valeria Fedeli -  Vicepresidente del Senato,  Giovanna Martelli – Consigliera del Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di Pari Opportunità, Lorena Rambaudi – Presidente Commissione Politiche Sociali Conferenza delle Regioni e Province Autonome, Isabella Rauti – Consigliere del Ministro dell’Interno per le politiche di contrasto della violenza di Genere, sessuale e del femminicidio, Linda Laura Sabbadini – Direttore Dipartimento per le statistiche sociali ed ambientali ISTAT, Maria Merelli – ricercatrice WeWorld Onlus e Maria Mussi Bollini, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Rai. Moderatrice l’incontro Luisa Betti, giornalista esperta di diritti di donne e minori.

La presentazione dell’indagine comparativa “DIRITTI CONTRO LA VIOLENZA”, che ha ricevuto il prestigioso Patrocinio della Conferenza delle Regioni e Provincie Autonome, nasce dall’esigenza di capire come le Regioni abbiano risposta a un problema grave come la violenza sulle donne.
In Italia la violenza contro le donne registra numeri allarmanti: ogni 3 giorni una donna viene uccisa dal partner, dall’ex o da un familiare. Di chi subisce violenza, solo il 7,2% denuncia l’accaduto, mentre un terzo, addirittura, trascorre una vita senza parlarne mai con nessuno. In un anno sono infatti oltre 14 milioni gli atti di violenza contro le donne (dallo schiaffo allo stupro), più di 1 milione le vittime.
Questi numeri non hanno lasciato indifferenti le amministrazioni locali, che si sono mosse per fronteggiare nella propria realtà il problema.
Tutte le Regioni italiane nel corso degli ultimi anni hanno infatti cercato di trovare strumenti per affrontare efficacemente il fenomeno, dalla definizione delle reti e dei servizi territoriali per offrire aiuto alle vittime di violenza, fino alle questioni centrali dei finanziamenti e della prevenzione.

Di fronte a questo imponente corpus legislativo, emerge più che mai la necessità di una legge nazionale che affronti alcune questioni fondamentali emerse dall’indagine di WeWorld:

•    l’esigenza di una Governance sui servizi e le risorse presenti sul territorio
•    l’urgenza di un Raccordo nazionale per monitorare il fenomeno della violenza, con l’obiettivo  di offrire a tutti gli operatori una fotografia aggiornata  del problema e delle azioni intraprese per contrastarlo.

“L’esistenza stessa di questo articolato intervento legislativo – con tutti i servizi regionali, comunali e sovracomunali e del terzo settore – è la conferma dell’urgenza di una strategia nazionale di indirizzo, per contrastare la violenza contro le donne.
Il Piano Antiviolenza che il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha di recente sottoposto ad una consultazione nazionale – e la cui adozione definitiva è attesa a breve – ha il merito di affrontare le questioni più urgenti emerse negli ultimi anni, ma crediamo sia urgente mettere in atto una strategia condivisa e a lungo termine, che possa affrontare in modo organico un tema complesso e grave come la violenza contro le donne.”
- ha dichiarato Marco Chiesara, Presidente di WeWorld.

Nell’ottica della costituzione di un’unica strategia nazionale, è fondamentale valorizzare gli Osservatori Regionali, che giocano un ruolo cruciale nello sviluppo delle azioni di prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne.
Questa convinzione è supportata anche dall’esperienza del Tour nazionale di WeWorld, che nel 2014 ha attraversato 14 città italiane incontrando chi, nei diversi territori, da anni si occupa concretamente del problema. Sono stati oltre 800 gli operatori dei servizi pubblici, dei centri antiviolenza e delle associazioni presenti sul territorio coinvolti nei workshop organizzati da WeWorld durante il Tour, per divulgare gli scioccanti numeri nazionali del fenomeno e raccogliere indicazioni metodologiche per affrontarlo. Lo sconcertante dato di partenza è che, oltre all’inaccettabile costo umano, la violenza sulle donne ha anche una pesante ricaduta economica sulla collettività: 17 miliardi di Euro (di cui quasi 2,3 riguardano i costi dei servizi e oltre 14 miliardi di euro quelli umani e di sofferenza) è infatti il prezzo che l’Italia paga alla violenza sulle donne , l’equivalente di una strage in cui perdono la vita 11.000 persone.
Dal tour è emerso  che, anche se sta crescendo l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema, rimane la necessità di definire una strategia nazionale di contrasto al fenomeno.

Tutto questo ci conferma quanto sia indispensabile intervenire concretamente per contrastare la violenza sulle donne e innescare il cambiamento culturale di cui abbiamo bisogno.
Con la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi LE PAROLE NON BASTANO PIÙ, che nel 2015 torna per il secondo anno, WeWorld torna a chiedere aiuto agli italiani.  Dal 28 febbraio al 15 marzo si potrà donare 2 euro inviando un sms o chiamando il numero solidale 45502 per dare un aiuto concreto ha chi ha subito violenza.
I fondi raccolti servono a finanziare il progetto SOStegno Donna sportelli di assistenza psicologica aperti l’intera giornata – H 24, con reperibilità notturna – sette giorni su sette nei Pronto Soccorso all’interno di 3 ospedali italiani (Roma, Genova e Trieste).

L’esigenza di fare rete e di individuare una strategia unica e condivisa per sconfiggere il fenomeno della violenza sulle donne è un punto focale di tutti gli interventi di WeWorld.
Proprio a Roma, all’Ospedale San Camillo Forlanini dove si trova uno dei 3 sportelli SOStegno Donna di WeWorld si è svolto ieri un altro importante incontro sul tema: il Convegno “Codice violenza” organizzato da Maura Cossutta, Referente aziendale dell’Ospedale del progetto Sportello Donna al Pronto Soccorso e Oria Gargano, Presidente dell’associazione Be free, partner di WeWorld a Roma.
Qui – con Direttore Generale dell’Ospedale, Dr. Antonio D’Urso, la Vice Presidente del Senato, Valeria Fedeli, la Consigliera del Presidente del Consiglio per le Pari Opportunità, Giovanna Martelli e l’Assessora alla Cultura della Regione Lazio, Lidia Ravera - si è parato di quali servizi sia necessario implementare all’interno della sanità pubblica per fronteggiare il fenomeno della violenza contro le donne, con l’obiettivo di interrogarsi non solo sul “che fare?” ma anche sul “come fare?”.

Per  mettere a punto una strategia che affronti efficacemente il fenomeno, la conoscenza del territorio di intervento è fondamentale. Per questo WeWorld crede che le Regioni italiane rappresentino un centro nevralgico per far partire il necessario cambiamento culturale: solo condividendo idee e buone pratiche è infatti possibile costruire un coordinamento nazionale che, prestando la dovuta attenzione alla specificità di ogni contesto di intervento, sia in grado di fornire gli strumenti e le risorse necessari a contrastare in modo efficace e duraturo il fenomeno della violenza sulle donne. Centri antiviolenza, Coordinamenti e Organizzazioni devono restare un interlocutore privilegiato delle Regioni, per continuare a essere un presidio e uno stimolo costante per garantire la corretta applicazione delle leggi e dare un sostegno concreto alle donne che subiscono violenza.


Scarica l’indagine “DIRITTI CONTRO LA VIOLENZA”